Per il Bosco di Capezza, intanto, si faccia la modifica della Zona Territoriale Omogenea in previsione del PUC, il bosco rappresenta una grande sfida nella panificazione territoriale.
L’Antico Bosco, 3 ettari di meravigliosa vegetazione mediterranea, presenta un fauna preziosa e una biodiversità unica nel suo genere.
Ma nei fatti, oggi, è un polmone chiuso e sottratto alla cittadinanza, un bene prezioso divenuto negli anni una vera e propria discarica abusiva (roghi tossici, come nella foto denuncia, e sversamenti di ogni tipo) soggetto a cementificazione, incuria e abbandono.
La località comunale bosco di capezza di accesso, tra l’altro, da via Matilde Serao e dalla S.S.7 bis in Via Appia è una parte di territorio comunale di proprietà privata.
Dal punto di vista urbanistico essa è classificata in Zona Territoriale Omogenea ZTO Categoria E (AGRICOLA- VIVAI).
Attualmente In detta ZTO il Comune quale ente pubblico non ha nessuna possibilità di operare, così come si rende impossibile e inammissibile un referendum comunale.
Un eventuale esproprio del suolo con relativa area verde attrezzata non può certamente avvenire nell’attuale ZTO E, ma in una ZTO H (VERDE PUBBLICO ATTREZZATO).
Accogliamo con entusiasmo la delibera di Giunta per il recupero della zona, ma temiamo che il progetto, e il relativo quadro economico di spesa, siano estremamente vincolati agli esiti di ipotetici finanziamenti regionali, e questo ci rende troppo esposti alle lungaggini burocratiche e ai relativi rischi, così come in caso di mancato finanziamento, ci pare troppo azzardato, viste le già ristrette finanze comunali, accendere ulteriori mutui (Il Progetto Jessica insegna).
E a distanza di 2 anni, avevamo ragione…
Per evitare di perdere l’occasione di consegnare al popolo un Bosco tanto atteso, la nostra nota pone il focus sulla trasformazione della categoria in ZTO H, Invocando la pubblica utilità, permettendo di cominciare a realizzare “con le proprie mani” il recupero del Bosco, la base di partenza (messa nero su bianco) per pensare finalmente a progetti ammissibili dove il Comune ha la piena capacità di determinazione del proprio destino territoriale, senza dover rischiare “imprevisti” oppure delegare, con tutti i rischi del caso, a organi sovracomunali.
S.Antimo, secondo gli ultimi dati ISPRA, è tra i 20 comuni più cementificati d’Italia, la tutela ambientale ha una portata fondamentale e preservare l’antico bosco significa consegnare alle future generazione un grande polmone verde la cui portata avrà impatto sulla qualità della vita dell’intera area a nord di Napoli.
Comitato Civico per la Qualità della Vita (CCQV).
